Sebastiano Condemi ha 26 anni e vive a Milano. Arriva al nord 6 anni fa, partendo dal profondo sud della Calabria. Diplomato perito meccanico, attualmente lavora come assemblatore strutturista aeronautico presso il gruppo Leonardo, divisione velivoli: volendo scrivere in termini più semplici “costruisce aerei da caccia”.

Sebastiano pratica tantissimi sport tra cui piscina, palestra e calcio...Ma dichiara di avere un “importante hobby”: la TV. Ha sempre sognato sin da piccolo di fare l'attore o il cantate; ha partecipato a programmi televisivi come “Take me out” e “Alta infedeltà” nel quale ha interpretato lo stereotipo di idraulico che ha una storia extraconiugale con una donna sposata. Si definisce una persona leale e onesta, ama il mare e le cose semplici, è molto duro con sé stesso perché vuole apparire al meglio in ogni cosa che fa.

Sei sportivo, adori le cose semplici, sei leale e sognatore. Direi che possiamo passare ai tuoi difetti. Cosa non ami di te? C'è qualcosa che cambieresti nella tua vita o qualche scelta che, se tornassi indietro, non rifaresti?

Ho sempre avuto un buon rapporto con il mio corpo nonostante i classici difetti che ogni ragazzo affronta nella post-pubertà come cicatrici, mani rudi, piedi da Tartaruga ninja, inizio di rughe...Ma ho sempre odiato la mia insicurezza più che il singolo difetto fisico. Probabilmente mi avrebbe fatto fare scelte come un corso di recitazione piuttosto che perdere tempo con l'accavallarsi di relazioni che non finivano mai ma che erano finite in partenza. Non avendo quindi alcuna formazione nel campo della recitazione professionale se non allo specchio del bagno, ho pensato ad un’entrata secondaria, rendere telegenico il mio corpo. La competizione era ed è immensa, decisi quindi di mettermi in carreggiata e tra diete e duri allenamenti ho visto pian piano il mutamento del mio corpo

Ti abbiamo visto in Alta infedeltà. Non è proprio una "scuola" per chi vuole intraprendere la strada della recitazione con uno studio mirato ed un percorso impegnativo. Ti posso chiedere perché hai partecipato? E soprattutto se è lo spirito di gioco ad averti indotto a partecipare oppure se, diversamente, ritieni sia un modo come un altro per ottenere maggiore visibilità.

Sapevo che Alta infedeltà non mi avrebbe reso famoso ma avrebbe gratificato il duro lavoro di due anni di palestra, interpretando lo stereotipo di idraulico che ogni donna vorrebbe bussasse alla sua porta.

Il fatto di essermi messo in gioco per qualcosa che ho sempre sognato da piccolo mi ha reso in qualche modo più forte ma con la consapevolezza che se si vuole puntare più in alto bisogna impegnarsi, sacrificando molto più tempo di quanto io potessi immaginare.

Lavorando su turni, nella divisione velivoli, sapevo che sarebbe stata durissima; fare i casting al mattino per poi correre a lavoro, andare a Roma per registrare la puntata per poi tornare a Milano nel cuore della notte sapendo che la sveglia mi avrebbe svegliato a breve, è stata davvero dura ma molto gratificante e  intensa.

Sapevo di strafare ma non potevo rischiare di perdere il lavoro che amo per rincorrere un sogno; nonostante ciò mi ero imposto un obiettivo e sapevo di potercela fare nonostante non fossi appoggiato da nessuno.

Assemblatore strutturista aeronautico e aspirante attore. Come si concilia la parte metodica e razionale con un animo creativo, da artista?

L'essermi messo in gioco ed essermi ricucito un piccolo spazio nel grande schermo mi stimola a prefissare nuovi obiettivi con la consapevolezza di essere uno dei tanti che prova a correre ad una maratona che forse non avrà mai un traguardo.