Nadia Kibout, nata da genitori algerini, è un’attrice francese con un curriculum ricco, soprattutto, in ambito teatrale e cinematografico.

Quali sono stati i primi passi mossi nel mondo dello spettacolo?

I primi passi sono stati per me a scuola di recitazione dove studiavamo in modo tale che sembrava già lavorare. Poi, a livello di lavoro, sono stati un cortometraggio francese e poi una fiction italiana "Vento di ponente" in un ruolo drammatico che ancora oggi ricordo con piacere. Quel ruolo mi diede conferma che ero sulla strada giusta.

Ti abbiamo vista di recente nel film “Una casa nel cuore” …Cosa ha rappresentato per te questo set? Quale esperienza non dimenticherai dei giorni passati a registrare?

Questo set è stato molto ricco umanamente parlando, già dal provino dove il regista era molto all'ascolto e poi sul set perché era un film corale con Cristiana che ha una professionalità che poche possiedono. Non dimenticherò le giornate passate sul barcone lungotevere e poi un aneddoto su Simone Montedoro che trovo una persona fantastica. Una sera di set notturno lui arrivò alle 18h e doveva girare dalle 20h, cosa che non fu, perché noi altri giravamo ancora una scena, che durò per ore. Lui ci faceva compagnia. Ad un certo punto dico “Sarebbe carino berci una birra”. Simone sparisce e torna con sacchetti con birre fresche per noi del gruppo. Era andato a comprare le birre per tutti alle 11h di sera. Fu un gesto di una generosità pazzesca.