Marta Lock nasce a Terni il 30.12.1970. Ha una sua rubrica personale, L’Attimo Fuggente e Ricomincia da te è il suo primo saggio. Nel dicembre 2014 ottiene la carica di Referente Regionale Ipermedia-Club degli Editoriali, l’Associazione nazionale di categoria dei professionisti della scrittura. Ma… Conosciamola meglio.

Prima di tutto una curiosità: cosa sono i tuoi Pensieri della sera e come nascono?

I Pensieri della sera sono i miei aforismi quotidiani, nati poco dopo la pubblicazione del mio primo romanzo e l’apertura del mio profilo Facebook. Ho iniziato a scrivere una mia sensazione, un’emozione del momento legata a vari temi, magari su cose che mi capitava di vivere durante la giornata pur non personalizzandole, nel senso che non si capiva fossero cose che riguardavano direttamente il mio vissuto. Ho scelto di chiamarli così perché in principio li scrivevo e condividevo la sera, quel particolare momento della giornata in cui le persone rientrano a casa e chiudono fuori il mondo, la giornata lavorativa, lo stress, e si rilassano. Con il passare del tempo mi sono resa conto che sempre più amici li leggevano e li apprezzavano e così i miei lettori aumentavano di giorno in giorno per non perdersi neanche uno degli appuntamenti quotidiani con le mie piccole pillole di vita. Nel tempo gli aforismi si sono evoluti, come si è evoluto il mio stile di scrittura, e sono diventati più universali, più filosofici pur rimanendo sempre molto legati al mondo delle emozioni ma meno riguardanti il mio vissuto e più orientati a un respiro più ampio, più adulto se così si può dire. Un paio di volte, durante il primo anno, mi è capitato di avere degli impegni in serata così li ho pubblicati nel pomeriggio, intorno alle quindici, e ho notato che venivano letti e condivisi da tantissime persone che prima invece non li leggevano, perché magari avevano il computer acceso solo al lavoro e arrivati a casa non si collegavano, e ho pensato di dare la possibilità anche a quella fetta di pubblico di seguirli cambiando l’orario di pubblicazione che attualmente si aggira intorno alle quindici. Sono vere e proprie pennellate all’anima che per un secondo sfiorano quella profondità che spesso da soli non si riesce a raggiungere ma che invece, attraverso la lettura, viene toccata, rivelata senza svelare, e i lettori si ritrovano e riflettono su se stessi e sugli altri. Molti mi dicono che è diventato un appuntamento irrinunciabile con la loro interiorità e che non riescono a spegnere il computer senza prima aver letto il Pensiero della sera.

Notte Tunisina è il tuo romanzo d’esordio che risale al 2011. Qual è la trama?

Sara, la protagonista, dopo una tormentata storia d’amore con Paul, durata cinque anni, decide di dare una sferzata alla propria esistenza e accetta la proposta dell’amico Robin di andare a lavorare sei mesi come barista in un hotel a Djerba. Tra i caldi colori del deserto tunisino, la frizzante atmosfera dei locali dell’isola e i profumi dei variopinti souk, la ragazza sembra lasciarsi alle spalle Paul e la vita precedente e si lascia conquistatare da Luke. Un forte sentimento la travolge, ma proprio quando la favola sembra giungere al lieto fine, Luke all’improvviso sparisce e i veli che ne celano l’identità cadono uno dopo l’altro, facendo scoprire a Sara una verità che rappresenterà l’ennesima delusione. Ma il destino ha in serbo per lei un inaspettato risvolto… Devo precisare che attualmente Notte Tunisina non è disponibile per l’acquisto perché in fase di riedizione.

Nel 2012, pubblichi il tuo secondo lavoro Quell’anno a Cuba. Ci racconti la tua fonte maggiore d’ispirazione?

Ho vissuto otto mesi a Cuba quando facevo animazione nei villaggi e la mia più grande fonte di ispirazione è stato proprio l’amore che ho provato per quell’isola incredibile, per le radici del grande popolo che mi ha trascinata con l’entusiasmo, la musica, ma anche con le difficoltà del vivere quotidiano in un periodo in cui l’isolamento dovuto all’embargo si faceva sentire in modo molto incisivo, molto più rispetto agli ultimi anni. Così ho voluto omaggiare l’isola rendendola protagonista di un romanzo in cui Tracy, ragazza forte e determinata nell’inseguire il suo sogno, scopre via via in modo più profondo, attraverso il rapporto inizialmente complicato con i colleghi di lavoro che resistono a lasciarsi guidare da lei, attraverso l’amore travagliato con Agostino, infedele e orgoglioso anche se innamorato, attraverso la scoperta delle radici religiose animiste da cui nascono i balli più africani di Cuba grazie alle lezioni con Barbarita. E poi attraverso un bellissimo viaggio da Varadero fino a Santiago, passando per Cienfuegos, Trinidad, Las Tunas, Camaguay, che è lo stesso che feci io quando abitavo lì, perciò pieno di riferimenti reali e di immagini fotografiche che erano rimaste incredibilmente impresse nella mia memoria.

Dal 2012 esiste anche il tuo sito www.martalock.net dove scrivi la tua rubrica psico-sociologica L’Attimo Fuggente. Ce ne parli?

La rubrica è nata come approfondimento del Pensiero della sera più apprezzato durante la settimana, o quello che più mi ispirava nel momento in cui mi mettevo a scrivere, ed esplora da un punto di vista poliedrico e sfaccettato, le relazioni, la vita e le emozioni nell’era contemporanea con tutte le difficoltà che ne scaturiscono. Perché oggi sembra essere diventato più facile negare, chiudersi, nascondersi piuttosto che buttarsi mani e piedi in qualcosa che potrebbe ferirci, è vero, ma anche renderci molto felici, che duri un giorno o tutta la vita. L’Attimo Fuggente è quello emotivo, quell’irripetibile frammento di ricchezza interiore che se lasciamo andare non tornerà mai più, non lo stesso, non con la medesima intensità perché legata solo a quel particolare attimo, quel rifugio settimanale in cui i lettori non devono mettersi a nudo, semplicemente lasciarsi guidare dalla mia empatia, dal mio angolo di osservazione in cui prendo in considerazione le differenti reazioni, i modi di essere diversi e da accettare, proprio in virtù della bellezza di quella diversità. Nel corso degli anni il lunedì è diventato un appuntamento fisso sul mio sito, come sui miei profili e pagine Facebook e Linkedin, ed è proprio su quest’ultimo che mi ha contattata Leonardo Lovari di Harmakis Edizioni, che si è appassionato agli articoli fino a chiedermi di farli diventare una pubblicazione. E’ così che è nato Ricomincia da te, il mio primo saggio che in realtà è più un percorso di crescita emotiva in cui prendo per mano il lettore e lo conduco a trovare un modo per affrontare le proprie chiusure emotive e aprirsi a un nuovo modo di vedere se stesso, la realtà esterna e i rapporti con gli altri. Il mio approccio è quasi di tipo socratico-cartesiano perché la mia caratteristica è di aiutare le persone a farsi delle domande – secondo la maieutica di Socrate – ma senza dare risposte che svelerebbero solo una verità relativa e legata al punto di vista di un singolo – e qui entra in gioco il cogito ergo sum di Cartesio - non conducendo perciò alla risposta di chi pone la questione bensì al modo migliore di affrontare una realtà e le relative interpretazioni, secondo il proprio vissuto e le proprie caratteristiche, per arrivare alla fine del libro a conoscersi in modo più profondo e vivere con maggiore consapevolezza e pienezza il presente e il futuro.